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Prof. Dr. Eduard Reut Nicolussi

Prof. Dr. Eduard Reut-Nicolussi (Trento1888 – Innsbruck 1958).

Giurista ed uomo politico, Welschtiroler cimbro originario di Lusern/Luserna, figlio del maestro elementare Mattäus frequentò il Ginnasio di lingua tedesca a Trento e successivamente la facoltà di giurisprudenza presso l’Università di Innsbruck. Professore di diritto internazionale all’Università di Innsbruck e nel 1947, divenne anche Rettore della stessa. Combattente nella prima Guerra Mondiale come Ufficiale Kaiserjäger, venne onorato con la Medaglia d’oro al Valore e si distinse per la sua assoluta dedizione. Questi furono anni che videro la dolorosa separazione della nostra terra dalla Madrepatria, evento per il quale ebbe modo di scrivere: “l’Italia non ci ha mai vinto. In tre anni e mezzo di lotta, non riuscirono a conquistare un solo palmo di terra Tirolese,…Con ben giustificato orgoglio noi potemmo sempre affermare: a parità di forze è facile opera per noi sconfiggere codesto nemico. Eppure tutto finì nella rovina e nella disfatta.” E’ ricordato come il „difensore del Sudtirolo“ impostando su un piano internazionale il problema della „pulizia etnica“ che il fascismo stava compiendo nella nostra terra. Già eletto membro dell’Assemblea Nazionale di Vienna, alla fine della prima guerra mondiale fu chiamato a Roma per rappresentare alla Camera dei Deputati la Provincia di Bolzano (in rappresentanza della coalizione „Deutscher Verband“ (DV), tra i conservatori cattolici del „Tiroler Volkspartei“ ed il „Freiheitliche Partei“, in rappresentanza della Provincia di Trento vi trovò Alcide De Gasperi. Entrambi lottarono contro il fascismo, pagando con un lungo esilio le loro azioni politiche. Al termine della seconda Guerra Mondiale, si trovarono a confrontarsi nuovamente con ufficialità sulla questione del Tirolo Meridionale, da rimarcare la proposta che Reut-Nicolussi ufficializzò a De Gasperi nell’orientarsi verso la possibilità di annessione del Tirolo Meridionale nella neo-repubblica austriaca. „Onorevole, gli argomenti in favore della frontiera del Brennero non valgono di fronte a un esame sincero e alla luce della giustizia democratica. Però è vero che in ogni nazione come in ogni individuo due anime si contendono il dominio. Duramente in vent’anni di oppressione fascista noi Tirolesi abbiamo conosciuto quel lato dell’anima italiana che è propenso all’uso della forza. Ma sappiamo che anche un amore magnanimo della libertà è profondamente radicato nel cuore degli italiani. Faccia strada, Onorevole, a questa nobile corrente del carattere nazionale, riconoscendo ai Tirolesi il diritto di decidere la sorte del loro Paese. Con ciò lei procurerà alla Sua Patria un trionfo di gran lunga maggiore del vantaggio fallace che la dominazione su qualche centinaio di migliaia di cittadini forzati possa mai rappresentare“. La chiave doveva essere la rappresentazione del Tirolo riconosciuto in chiave giuridica per determinazione del popolo, non una pace di violenza con imposizione delle condizioni dello stato conquistatore. In questo modo ogni fondamento dei principi di pace sarebbero stati garantiti, il diritto all’autodeterminazione sarebbe stato una garanzia di pace futura, equa ed onorevole soluzione per ogni relazione tra le nazioni che manifestano fondamenta democratiche nella loro costituzione. Soluzione che avrebbe compensato la grave ingiustizia che ha colpito la terra del Tirolo. Il Dr. Eduard Reut-Nicolussi morì il 18 luglio 1958 a Innsbruck, all’età di 70 anni. Sulla sua tomba, scolpito nella pietra compare la seguente scritta: „Er liebte die Freiheit und Tirol“ („Amava la libertà e il Tirolo”).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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